venerdì 23 marzo 2012

Steve Coleman a Fasano (Br)

Questa sera al Teatro Kennedy di Fasano, concerto di Steve Coleman "Five Elements" (Steve Coleman al sassofono, Jen Shyu voce, Jonathan Finlayson alla tromba, David Virelles al pianoforte e tastiere e Miles Okazaki alla chitarra).


Nato il 20 settembre 1956, è un sassofonista americano, compositore e band leader. La sua musica e suoi concerti hanno riscontrato una pesante influenza sul jazz contemporaneo.
Nato a Chicago, Illinois, Coleman si trasferisce a New York nel 1978 dove si stabilisce. Nel corso degli anni è stato leader in diversi gruppi, anche se il suo gruppo principale è Steve Coleman e i Cinque Elementi, formato nel 1981 e ancora in attività.
È stato uno dei fondatori del cosiddetto movimento M-Base. Inizialmente influenzato da sassofonisti come Charlie Parker, Sonny Rollins, John Coltrane, Von Freeman e Bunky verde, Coleman ha suonato e registrato con Thad Jones, Sam Rivers, il batterista Doug Hammond, Cecil Taylor, Abbey Lincoln e Dave Holland. Ha incorporato molti elementi dalla musica folkloristica della diaspora africana, fusa con idee musicali influenzate da antichi concetti metafisici. Egli ha dichiarato che la sua preoccupazione principale è l’uso della musica come un linguaggio di simboli sonori utilizzati per esprimere la natura dell’esistenza umana.
Il lavoro di Coleman intorno al 1990, come la registrazione (Black Science), è insolito per il suo metro indeterminato. Questo si ottiene in molti modi, questa tecnica determina una musica che coinvolge ogni musicista, esibendosi in intervalli di tempo diversi ma correlati, generalmente con conseguenti cicli asimmetrici.
Un esempio culminante di questo genere è la registrazione Il Tao della Mad Phat (zone marginali), avvenuta di fronte ad un pubblico in studio dal vivo.
Coleman non è d’accordo con l’utilizzo di categorie per descrivere la musica di oggi, in particolare non usa il termine jazz. Preferendo un approccio più organico alla musica usa il termine Composizione spontanea.
Secondo Coleman in tempi antichi vi era una tradizione di musicisti che hanno tentato di esprimere, attraverso la musica, le varie visioni e la realtà che percepiscono, e per lui questa è la forza trainante dietro molte delle ‘cosiddette’ innovazioni nella musica. Le varie forme che la sua musica assume non sono solo intuitivamente ispirate, ma logicamente determinate dalla percezione umana de ‘La Grande Opera’, la creazione della natura attraverso la mente universale.
Uno dei metodi principali che Coleman usa per creare la sua musica è legata a due concetti: l’uso di forme per esprimere simbolicamente principi della natura, e l’energia. In ogni caso il concetto di cambiamento sembra essere centrale nella sua teoria.
Coleman ritiene che, attraverso la composizione spontanea, queste idee possono essere più facilmente espresse, a prescindere da una consueta forma stilistica. Una dichiarazione frequente è: «il movimento è importante».
Queste idee, anche se rare, non sono nuove nella musica. Musicisti diversi come Johann Sebastian Bach, Béla Bartók e John Coltrane hanno condiviso idee simili.

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