mercoledì 21 marzo 2012

Ray Anderson e la Pocket Brass Band a Piacenza

Il trombonista chicagoano Ray Anderson, sabato 24 marzo 2012 si esibirà con la sua Pocket Brass Band al teatro "President" di Piacenza, nell'ambito del cartellone della nona edizione della manifestazione "Piacenza Jazz Fest", in collaborazione con "Jazz Network-Crossroads". Con quest'evento il festival tocca uno dei suoi punti più alti, portando sul palco quello che è stato definito "il più emozionante suonatore di ottoni della sua generazione" dalla "Penguin Guide to Jazz on CD". Il trombonista statunitense sarà affiancato da tre eccellenti comprimari: Lew Soloff alla tromba, Matt Perrine alla tuba ed Eric McPherson alla batteria.


La Pocket Brass Band è un'iconoclasta miniaturizzazione delle brass band in stile New Orleans, che Anderson rilegge in chiave moderna, offrendone un'interpretazione che conserva il sapore della tradizione, ma lo proietta in strutture del tutto contemporanee: forme decostruite, temi risagomati a nuovo, assolo di trepidante modernità. 
Ne nasce un sound a metà tra marcia militare e funky, dove Scott Joplin e Thelonious Monk vengono genialmente interpretati; ma la matrice espressiva, il substrato culturale affondano inequivocabilmente nell'amore per le "radici" neworleansiane.
Il marchio di un grande artista si vede dalla sua capacità di andare oltre l'eccellenza tecnica e di impartire una personale visione, un senso dello stile e una forma espressiva che sono indelebilmente propri; tra i musicisti jazz moderni, nessuno arriva a questi standard più di Ray Anderson, che unisce tradizione e avanguardia ed è musicalmente il più interessante e il più tecnicamente virtuoso trombonista della scena jazz internazionale, la cui sublime padronanza dei trucchi del mestiere è eguagliata dallo spirito generoso che riversa nel suo suono.
Nominato per cinque anni consecutivi miglior trombonista dal sondaggio promosso dalla rivista "DownBeat", Anderson è di volta in volta un musicista estremamente lirico, un solista dal suono naturalmente caloroso e un innovatore senza vincoli, che il critico Gary Giddins descrive come "uno dei più convincenti trombonisti originali". 
Il periodico svizzero "Die Weltwoche" scrive di lui: "Anderson non è solo il più virtuoso suonatore di trombone, ma anche colui che parla con il maggior numero di lingue. L'intera storia dello strumento è presente nel suo modo di suonare, perlomeno la storia del Jazz". 
Ampliando la portata sonora del trombone con le sue tecniche estese e con l'uso non convenzionale del pistone muto e dei toni che riproducono il suono della voce, Anderson ha giocato un ruolo importante nel risvegliare l'interesse per lo strumento negli anni '80.
Lew Soloff è uno dei più conosciuti trombettisti americani non solo nell'ambito del jazz, sempre alla costante ricerca di nuove sperimentazioni musicali. Verso la fine degli anni sessanta ha fondato il leggendario gruppo jazz-rock dei Blood Sweat & Tears
Nella brillante carriera, iniziata ormai 40 anni fa, ha suonato con l'orchesta di Gil Evans, di cui è stato la prima tromba, con Dizzy Gillespie, Ornette Coleman, Carla Bley è stato apprezzato musicista di studio per personaggi del calibro di Barbara Streisand, Frank Sinatra, Marianne Faithfull.

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