lunedì 26 marzo 2012

Presentato il festival New Conversation di Vicenza

Sarà dedicata soprattutto all’estremo oriente la diciassettesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz, che si terrà dal 4 al 12 maggio. 
Saranno quindi musicisti provenienti dall’India, dal Giappone e dal sud est asiatico a rendere unico il programma ideato dal direttore artistico Riccardo Brazzale e intitolato “Alla Fiera dell’Est: sulle rotte di Marco Polo e Thelonious Monk”: un omaggio alle perlustrazioni sia geografiche sia musicali attraverso le figure di due grandi esploratori.


Festival tra i più rinomati a livello internazionale, Vicenza Jazz 2012 sarà un contenitore per molteplici ascolti jazzistici: dalle esoteriche proposte estremo orientali alle grandi firme del jazz afro-americano, dalle piccole formazioni cameristiche alle magniloquenti produzioni orchestrali di grande respiro, dagli artisti per “intenditori” ai gruppi dal vasto seguito popolare. Tutto raccolto in nove giorni ad altissima concertazione musicale: il programma, di cui per ora sono annunciati gli eventi principali mentre ancora in via di definizione sono i numerosi appuntamenti di contorno, offrirà un centinaio di spettacoli. L’intera città di Vicenza sarà invasa dalle improvvisazioni afro-orientali: dai teatri (con l’immancabile e monumentale cornice del palladiano Teatro Olimpico, oltre al Teatro Comunale) ai palazzi storici, dalle chiese alle piazze e le vie del centro, dai numerosi locali notturni al Conservatorio “Pedrollo”.
Il primo fine settimana del festival offrirà un raro concentrato di ascolti dall’estremo oriente, con proposte di grande prestigio oltre che di notevole sforzo produttivo: in teatro si potranno seguire i concerti dell’indiano Trilok Gurtu e del trio multietnico di Ernst Reijseger (il 4 maggio), il “Saiyuki Trio” del vietnamita Nguyên Lê e la band dell’indo-americano Rudresh Mahanthappa (il 6). Ad alto impatto spettacolare si preannunciano le parate in costume della Jaipur Kawa Brass Band proveniente dal Rajasthan (il 5 e il 6).
In un festival dalla lunga tradizione come Vicenza Jazz non possono mancare proposte di spessore storico, oltre a sfide di grande impegno e originalità produttiva. Tra gli appuntamenti principali del cartellone figurano due progetti con orchestra che ruotano attorno a solisti di grande fama: il pianista statunitense Uri Caine eseguirà la sua personale ed esuberante riscrittura delle pianistiche 33 Diabelli Variations di Beethoven assieme all’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Carlo Tenan (l’8 maggio), mentre il trombettista Fabrizio Bosso unirà il proprio quartetto jazz all’ampio organico classico dell’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Stefano Fonzi nel progetto più ambizioso della sua brillante carriera: un omaggio jazz sinfonico alle musiche di Nino Rota (l’11), già testato addirittura con la London Symphony Orchestra.
La bandiera della grande storia del jazz afro-americano sarà portata innanzitutto dal contrabbassista per eccellenza: Ron Carter (in trio il 9 con il chitarrista Russell Malone e il pianista Donald Vega); Carter, sulla scena del jazz da mezzo secolo (basti solo il suo sodalizio con lo storico quintetto di Miles Davis negli anni ’60), torna in città dopo tredici anni, quando venne al festival dedicato a Ellington. 
Ma questo sarà anche il festival di un altro ritorno: quello di tre pianisti che suoneranno insieme sullo stesso palco e su tre pianoforti, ovvero Kenny Barron e Mulgrew Miller e Dado Moroni in un trittico unico a omaggio a Thelonious Monk (sabato 12, in una serata che vedrà sul palco anche il sestetto del pianista Franco D’Andrea, anch’esso per un progetto speciale per il Genius del jazz moderno).
Tra i big del festival figurano anche Paolo Fresu, Roswell Rudd, Danilo Rea, martux_m e il noto giornalista e organizzatore musicale Filippo Bianchi, riuniti in un insolito quintetto multimediale (il 7). Le voci di Sarah-Jane Morris e Cristina Donà daranno invece un notevole appeal al concerto della trombonista Annie Whitehead, un tributo alle musiche del rocker Robert Wyatt (il 10).
Di tutt’altro approccio l’appuntamento con Elio e le Storie Tese, protagonisti del grande evento a ingresso gratuito che come ogni anno si terrà in Piazza dei Signori: il 5 maggio per accontentare tutti, anche chi guarda il jazz un po’ meno da vicino.
Il cartellone di Vicenza Jazz 2012 si arricchirà di numerosi altri nomi di spicco grazie ai concerti ospitati tutte le sere nella Basilica Palladiana all’interno del Panic Jazz Café Trivellato, curato da Luca Berton del Panic Jazz Club di Marostica, che quest’anno sbarca in Piazza dei Signori negli spazi sotto le logge, inaugurando il bar la cui nuova gestione è stata acquisita proprio dal Panic. I nomi annunciati non lasciano dubbi sulla forza jazzistica (e non solo) di queste notti vicentine: Antonio Sanchez, Dominic Miller, Curtis Fuller, Oliver Lake & Orrin Evans, Tingvall Trio, i Moriarty, Marco Tamburini, Giovanni Guidi e molti altri musicisti italiani e non, oltre a tanti giovani, promettenti allievi dei corsi di jazz del Conservatorio Pedrollo che animeranno le jam session sia in “orario spritz” che nel “dopofestival”.
Per informazioni: www.vicenzajazz.org

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