martedì 27 marzo 2012

Grandi ospiti a Musicastelle in Blue la rassegna estiva di Bard (Ao)

La terza edizione di “Musicastelle in Blue”, la rassegna che l’assessorato al Turismo organizza con il Blue Note, che dal 13 al 21 luglio ospiterà jazzisti di fama mondiale nella cornice del Forte di Bard in provincia di Aosta.


La rassegna partirà il 13 luglio con il quartetto del leggendario sassofonista Wayne Shorter con Danilo Pérez al pianoforte, John Patitucci al contrabbasso e Brian Blade alla batteria.
Dopo la cantante Dee Dee Bridgewater  (Premio Blue Note 2011, che si esibirà 14 luglio), 15 luglio ci sarà il clou della manifestazione con la Pat Metheny "Unity Band", che vedrà il ritorno in Valle del cinquantasettenne chitarrista americano (il 14 luglio 2010 si era esibito al Teatro Romano di Aosta per “Aosta Classica”) con Chris Potter al sax, Ben Williams al basso e Antonio Sanchez alla batteria.
Il 19 luglio sarà, invece, la volta della sterzata funk con Maceo Parker, già sassofonista di James Brown, George Clinton e Prince, ed il 20 luglio toccherà alla “strana coppia” formata dal pianista torinese Ludovico Einaudi e dal trombettista sardo Paolo Fresu
Gran finale il 21 luglio con la ventisettenne cantante e bassista americana Esperanza Spalding, Grammy Awards nel 2011 come “Miglior artista esordiente” e beniamina del presidente Barack Obama che, nel dicembre 2010, ha voluto si esibisse, ad Oslo, durante la cerimonia nel corso della quale gli fu consegnato il Premio Nobel per la Pace.
«La rassegna - dice l’assessore Aurelio Marguerettaz - offrirà ai numerosi appassionati l’opportunità di apprezzare artisti di qualità in una location di grande fascino come il Forte di Bard. Ricordo che lo scorso anno il pianista McCoy Tyner, che in occasione del concerto vi ha pure dormito, dopo aver fatto yoga alle sette di mattina nel piazzale del Forte disse di esser rimasto colpito dalla straordinaria energia e spiritualità che trasmetteva. Questi grandi artisti, d’altra parte, sedimentano nel Forte un po’ della loro notorietà e delle emozioni che trasmettono, permettendogli di crescere e diventare sinonimo di qualità anche musicale. Un po’ quello che, per il jazz, è successo a Montreux e in Umbria.»

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