martedì 27 marzo 2012

Dave Burrell e David S. Ware su Radio3

Questa sera Radio 3, nell'ambito del Cartellone di Radio3 trasmetterà due bei concerti.
Il primo sarà il concerto del trio del pianista Dave Burrell con Steve Swell al trombone e Michael Formanek al contrabbasso, registrato al Poisson Rouge, New York, il 10 settembre 2011. 
A seguire verrà trasmesso il concerto del David S. Ware Quartet “Planetary Unknown, composto da David S. Ware al sax, Cooper Moore al pianoforte, William Parker al contrabbasso e Muhammed Ali alla batteria, registrato a Saalfelden in Austria, il 27 agosto 2011.
Per ascoltare questi due concerti, basta cliccare sul player di Radio 3, questa sera a partire dalle ore 20,30

Pianista e compositore americano di spicco della scena musicale contemporanea, Dave Burrell è un musicista che tiene sulla punta delle dita un secolo di tradizione di blues e di musica afro-americana, perseguendo parallelamente una costante ricerca verso nuove sonorità.
Dave Burrell rappresenta un legame evidente con il free jazz storico fin dalle celebri registrazioni in compagnia di Archie Shepp, con cui divise i tempi cruciali dell’esperienza parigina del 1969, come l’incisione dello straordinario “Blasé” e la trasferta al festival panafricano di Algeri.
Altrettanto importanti sono le sue collaborazioni con Pharoah Sanders, Marion Brown, David Murray, and Odean Pope.
Il suo stile pianistico raccoglie ispirazioni diverse: il jazz dei grandi maestri, Duke Ellington, Jelly Roll Morton e Thelonious Monk ma anche la tradizione europea, in particolare il repertorio operistico di Giacomo Puccini a cui ha dedicato una suite “La Vie De Bohème”.
Nel 1979 Burrell compose un’opera, “Windward Passages”, di cui offrì differenti versioni in concerto, da solo ed in trio, a cui fece seguito un’altra composizione di ispirazione classica, la “Suite For Piano And Violin” per orchestra sinfonica.
Negli ultimi trent’anni di carriera Burrell ha partecipato ad oltre 100 registrazioni, di cui venticinque a suo nome ed è promotore di molti progetti fra cui il Dave Burrell Italian Trio, con Giovanni Falzone e Paolo Botti e il Leena Conquest Sings The Songs Of Dave Burrell, che presenta il lavoro di compositore di Burrell con i testi di Monika Larsson e la voce di Leena Conquest in una forma cabarettistica, di teatro-musica.
Michael Formanek è compositore e contrabbasista di eccelsa levatura. Dotato di straordinaria flessibilità, il suono plastico e vigoroso del suo basso risulta elemento decisivo in ogni contesto espressivo. La solida cultura musicale abbinata ad una conoscenza enciclopedica, gli ha garantito un enorme prestigio, soprattutto tra i musicisti più raffinati, che sovente a lui si rivolgono per aggiungere un elemento di affidabilità e robustezza alle loro formazioni.
Ai due grandi musicisti si accompagnerà, per la costituzione di un trio assolutamente inedito, il trombonista Steve Swell. Presenza costante nelle avanguardie jazzistiche dagli anni ’70 è uno dei più apprezzati interpreti del suo strumento, tale da essere stato premiato nel 2008 come trombonista dell’anno dalla prestigiosa Jazz Journalists Association.


David S. Ware può essere considerato uno dei maggiori discepoli del Coltrane post “Meditations”, ossia quello del periodo free: Ware, che ha cominciato la sua carriera suonando nei gruppi di A. Cyrille e C. Taylor, intraprese il percorso da solista nell’album “Passage to music” nel 1988, che lo proiettò immediatamente nel gotha dei sassofonisti tenore che contano, mettendo in luce le sue straordinarie qualità tecniche: un fraseggio derivato da Coltrane, ma anche una forte autonomia stilistica, che si rivela in una padronanza mostruosa dello strumento e nella capacità di “scalare” continuamente il sassofono con uno stile perfettamente legato che esprime “ansietà” e spesso “parossismo”, con personali e meravigliosi acuti che hanno precise coordinate “emozionali” da comunicare; in quegli anni grazie a lui il free jazz ebbe una vigorosa ripresa di interesse, resa anche più credibile dall’episodio di “Flight of I” dove Ware esalta le sue capacità inserendole (con una straordinaria bellezza di mediazione) sovente in un contesto più melodico e che ci consegna un eccezionale improvvisatore dei tempi moderni (molti critici ritengono che sia il suo capolavoro).
Ware, grazie anche all’apporto quasi costante di strumentisti di elevato livello che condividono i suoi progetti musicali (il pianista Matthew Shipp e il contrabbassista William Parker in specie) per molti anni costruisce la sua personale visione di sperimentatore "free" nei canoni lasciati dal suo maestro Coltrane, approfondendone il contenuto con lunghe e libere “jams” perfettamente in linea con un free tradizionale che si esprime nella parte ritmica attraverso velati sotterfugi di bop, modale e blues, ma alla ricerca di note e combinazioni sonore estreme che grazie al suo modo di suonare veloce ed incalzante spesso fanno sobbalzare l’ascoltatore di fronte alla precisione e alla potenza polmonare dell’artista.
Dopo qualche anno di sbandamento dovuto purtroppo anche a problemi di salute, Ware è tornato con una rinnovata ed intensa attività discografica che riaggancia senza grandi novità gli umori musicali della prima parte della carriera.
I tre musicisti che condividono con lui questa esperienza supportano e dialogano alla pari con il sassofonista: il pianoforte di Cooper-Moore contrappunta con altrettanta frenesia e fluorescenza le scorribande dei sax, William Parker è anche qui l’instancabile motore propulsivo della ritmica che conosciamo, mentre Muhammed Ali dà corpo e profondità alla performance.

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