venerdì 23 marzo 2012

Cecil Taylor & Tony Oxley su Br Klassik

Questa sera l'emittente radiofonica tedesca BR Klassik trasmetterà il concerto del duo composto da Cecil Taylor e Tony Oxley, registrato a Neuburg an der Donau lo scorso 18 novembre 2011.


Cecil Taylor è uno dei massimi innovatori del jazz, l'artefice di una musica originale tanto radicata nella tradizione musicale afroamericana, nell'ispirazione di maestri quali Fats Waller, Duke Ellington, Mary Lou Williams, Erroll Garner, Bud Powell, Horace Silver quanto aperta a contenere gli stimoli più differenti, la tradizione classica e le avanguardie europee, la danza contemporanea, la poesia, unificati in un incandescente magma sonoro, una musica che si presenta in costante divenire, prendendo forma in diretta, quando l'improvvisazione coincide con la composizione istantanea.
Nato a New York il 15 marzo del 1929 da bambino Taylor si avvicinò alla musica stimolato dai genitori, ascoltando le orchestre dello Swing, emulando i batteristi e suonando sulle stoviglie di casa. Poi studiò le percussioni ed il pianoforte. I suoi studi proseguirono al liceo, dove vinse anche un concorso per giovani pianisti, si recò al New York College of Music e quindi al New England Conservatory di Boston.
Tornato a New York iniziò a frequentare le scene del jazz per approdare nella cerchia di musicisti la cui urgenza espressiva culminerà nelle definizione del "free-jazz", il jazz libero e ribelle degli anni '60. Taylor ha collaborato con il sassofonista Steve Lacy, con il trombonista Roswell Rudd, con il trombettista Bill Dixon, con la bandleader Carla Bley, delineando un nuovo universo sonoro, una musica che coinvolge esecutori ed ascoltatori in una dimensione di trance.
La sua tecnica pianistica gli consentiva di suonare con un solismo prodigioso e senza limiti, con un approccio alla tastiera quasi fosse uno strumento a percussione, in un incedere vorticoso nel suo svolgersi.
Del suo stile Cecil Taylor disse in un'intervista "che cercava di imitare i danzatori quando volteggiano nello spazio" e la sua concezione musicale così libera fu al centro di controversie negli Usa, dove Taylor trovava a fatica concerti ed impegni con case discografiche.
I primi riconoscimenti vennero in Europa dove approdò con il suo trio nel 1962, per un lungo ingaggio al Café Montmartre di Copenaghen, e sono proseguiti fino ad oggi, nei numerosi festival che lo ospitano, nella lunga serie di registrazioni che Taylor ha effettuato in Europa con i suoi gruppi.
Dagli anni '60 Taylor è rimasto profondamente legato ad una musica votata all'improvvisazione e ha realizzato nel tempo una serie di capolavori, in solitudine, insieme a numerosi ensemble, in cui hanno militato alcuni dei musicisti più ispirati del jazz moderno, ed in una serie di memorabili collaborazioni, con il batterista Max Roach, con la pianista Mary Lou Williams, con il trombettista Bill Dixon, con l'Art Ensemble Of Chicago ed anche con il celebre coreografo e danzatore classico Michail Barishnikov.
Nel 1988 nel corso di un festival a Berlino della durata di un mese e tutto incentrato sulla sua musica Cecil Taylor collaborò con il batterista inglese Tony Oxley; il risultato fu notevole, documentato dal cd "Leaf Palm Band" (FMP), e fu il primo capitolo di un legame che ancora oggi coinvolge i due in un dialogo musicale serrato ed avvincente. Insieme Taylor ed Oxley hanno collaborato e collaborano in numerosi progetti, The Feel Trio, dal 1988 al '91 con l'aggiunta del contrabbassista William Parker, in trio con il trombettista Bill Dixon ed in varie formazioni, dal duo agli ensemble allargati.
Nato a Sheffield il 15 giugno 1938 Tony Oxley è stato uno dei pionieri della "new music" europea. Compositore, leader e batterista Oxley ha sostituito al metro ritmico regolare dello swing una pulsazione e ritmi assolutamente personali, ricorrendo ad un set strumentale in cui ai pezzi tradizionali della batteria ha accostato tanto strumenti di diverse tradizioni quanto oggetti e materiali vari. A metà degli anni '60 Oxley esordì in compagnia del chitarrista Derek Bailey per collaborare con gli altri protagonisti della scena inglese quali John Surman, John McLaughlin. Insieme a Derek Bailey ed al sassofonista Evan Parker fondò l'etichetta Incus, e più di recente ha diretto la Celebration Orchestra, con cui ha anche registrato.
Il duetto tra Cecil Taylor e Tony Oxley rappresenta lo spirito del jazz nell'interplay e nella comunicazione istantanea che si stabilisce tra i solisti dove si realizza una perfetta corrispondenza tra il mondo sonoro afroamericano di Taylor e quello europeo di Oxley.

Per ascoltare il concerto clicca sul player dell'emittente, questa sera a partire dalle ore 23,05.

4 commenti:

  1. io lo reggo 10 minuti e poi crollo.
    non metto in discussione doti tecniche e nemmeno un certa resistenza fisica ma il suo flusso sonoro è un'ondata incessante. e come le onde sono sempre diverse ma alla lunga le recepiamo come uguali, così è la sua musica per me.

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  2. 10 minuti?
    Io al massimo lo reggo 10 secondi.
    Ho cercato di vedere il video che ho pubblicato, ma proprio non ci sono riuscito.

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  3. Sui gusti è difficile opinare, io invece li apprezzo moltissimo. L'ultima volta che li ho visti in concerto, nel 2007 a Reggio Emilia, c'erano anche William Parker e Anthony Braxton. Tra quest'ultimo e Taylor non pareva scorresse grande intesa, nemmeno a livello umano, ma inizialmente il pianista si era ritagliato un incredibile e lirico solo, giusto per smentire il solito pregiudizio. Oxley poi è il batterista più essenziale e meno scenografico che si possa immaginare, una goduria per le orecchie. Ovviamente non credo ne spero di avervi convinto....

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  4. ....ma io sono convinto. Sono sicuro che Taylor sia un grande personaggio, altrimenti non gli avrei dedicato tanto spazio sul blog.
    Però proprio non riesco a farmelo piacere, ti assicuro che ci ho provato tante volte, e nessuna dotta disquisizione riesce a convincere le mie orecchie a godere di questo tipo di musica.

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